Tra gli spunti del pezzo n. 12 del 2017 c’è il passaggio dalla verità all’opinione, in modo particolare dalla verità completa all’opinione razionale – la prima parte di questo pezzo si occupa delle due componenti dell’opinione, una intuitiva che deriva dall’apparenza e una razionale che deriva dalla verità, sarà chiarita la logica che caratterizza la componente razionale dell’opinione e si spiegherà in che senso l’opinione deve essere aperta – la seconda parte sarà dedicata invece alla semplicità che deve avere l’opinione, una semplicità che la distingue dalla superficialità della posizione n. 1 del riferimento di Pan e dalla complicatezza delle posizione n. 5, il che apre le porte a un altro spunto del pezzo n. 12 del 2017, la differenza tra il pensiero politico di destra e quello di sinistra

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Il discorso sulla verità, iniziato nel pezzo n. 11, non può considerarsi concluso e di questo parlerò nella prima parte di questo pezzo, partendo dalla definizione della verità e proseguendo con i tre modi di intendere la verità stessa – nella prima parte saranno anche chiarite le fonti della verità, quando una informazione merita realmente di essere integrata nella verità e come la verità può essere aggiornata – nella seconda parte del pezzo prima tornerò sul passaggio dall'apparenza alla verità attraverso una logica scientifica, poi mi soffermerò sulla necessità di disporre di una verità completa che possa essere interpretata attraverso una logica statistica per la creazione di opinioni valide

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Includere nel proprio blog il tema della verità significa dargli un significato al tempo stesso filosofico e psicologico, sociale e relazionale, epistemologico e anche scientifico, e chi dovesse cimentarsi in un argomento così delicato e impegnativo potrebbe sembrare troppo ambizioso o addirittura arrogante o superbo, ma porsi un obiettivo e cercare di raggiungerlo non significa pretendere che tutti poi lo accettino – così qui, dopo la prima realtà, la realtà superficiale, sede dell’apparenza, discuterò la seconda, la realtà essenziale, sede della verità, non una verità tra le tante ma la verità assoluta, che le comprende tutte in tutte le loro accezioni e varianti – il discorso partirà con una breve premessa sul ruolo che il riferimento di Pan vorrebbe avere per la consapevolezza e per il benessere, per poi passare a un paragone tra la verità e l’apparenza – nella seconda parte saranno descritti i modi con cui le altre realtà possono contaminare la verità

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Siccome non mi sembra il caso di riprendere tutto il discorso sull’apparenza e sulle sue quattro componenti, come ho fatto nei pezzi n. 8 e n. 9, per premettere la comprensione di questo pezzo senza la conoscenza dei precedenti qui dedicherò a quello che ho già scritto poche righe, per poi passare subito ai quattro modi razionali con cui ciascuna componente dell’apparenza può essere dominata con la ragione – nella seconda parte del pezzo spiegherò che la ragione non coincide con la consapevolezza, che invece per motivazioni funzionali a volte accetta aspetti di irrazionalità, passando da una dominanza che può essere limitante a una gestione che invece è funzionale per se stessi, per una o più altre persone o per la collettività, anche se questo non succede sempre

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Per rendere ciascun pezzo indipendente dagli altri, quindi per fare in modo che la sua lettura non richieda necessariamente la conoscenza dei pezzi precedenti, come ho scritto nell’anteprima del pezzo n. 8, nella prima parte di questo pezzo riassumerò brevemente il discorso sull’apparenza, prima dandone una definizione, poi descrivendo le sue quattro componenti, ognuna delle quali ha un destino diverso nel riferimento di Pan – nella seconda parte del pezzo riprenderò le stesse componenti dell’apparenza nella loro accezione peggiore, cioè irrazionale, che porta Pan a subire il suo rapporto con quello che percepisce e con le interpretazioni che dà completando a modo suo le incompletezze della percezione 

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Vorrei che ogni pezzo che pubblicherò possa essere letto, capito e apprezzato sia nel contesto più ampio del discorso che sto affrontando nel blog, sia come un pezzo a sé stante – come annunciato nel pezzo n. 7, qui mi occuperò della prima realtà, quella da cui parte tutto, la realtà superficiale, sede dall’apparenza – dopo aver introdotto e descritto l’apparenza, ne distinguerò 4 tipi, o meglio, vi riconoscerò 4 componenti con un valore e quindi con una destinazione diversa che pertanto andrebbero riconosciute e separate consapevolmente – chiuderò spiegando il motivo che rende l’apparenza nel suo complesso ingannevole 

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A due mesi esatti dal lancio del blog, dopo i primi sei pezzi preliminari, ecco il pezzo che nelle mie intenzioni dovrebbe fare da ponte tra il primo blocco di pezzi e quelli dedicati alla descrizione del riferimento intorno a cui girano le descrizioni dei tipi di realtà che vi compaiono – il compito di questo pezzo è quello di presentare gli argomenti che saranno ripresi separatamente nei pezzi successivi – prima vi darò il disegno del riferimento, le posizioni e le tappe del percorso virtuoso, poi, dopo una breve premessa, saranno presentate delle generalità delle sei tappe del percorso virtuoso del riferimento di Pan – infine sarà sottolineato il ruolo centrale dell’opinione nelle dinamiche del percorso suddetto

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Vorrei che dopo aver finito i primi 7 pezzi preliminari siano chiare le intenzioni, le ambizioni e anche la portata della proposta che caratterizzerà i pezzi che verranno dopo, in cui compariranno degli approfondimenti di quanto sarà già stato accennato prima – in questo pezzo presenterò il modello di pensiero, e quindi anche di comportamento, che risulta dal riferimento di Pan, un modello unico con cinque numeri che qui ho riunito in una formula in cui, nell’ambito di un tipo di lettura dei riferimento di Pan, ogni cifra può essere sostituita, insieme alle altre, da una serie di parole i cui significati mantengono gli stessi rapporti con gli altri nello stesso tipo di lettura – quindi passerò alla lettura più semplice, quella che compare nel logo del blog, con apparenza (1), verità (2), opinione (3), menzogna (5) e gestione (4) – nell’ultima parte del pezzo spiegherò che, essendo il modello ideale, è soggetto a delle varianti, in particolare tre, la prima delle quali è legittima, molto più frequente rispetto al modello ideale, le altre due pur essendo molto frequenti andrebbero evitate, almeno dalla persone che non sono stupide e che non sono mosse dalla malafede

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Una caratteristica che cerco di dare ai miei pezzi è quella di poter essere apprezzati maggiormente alla luce dei pezzi precedenti, ma di poter essere letti anche singolarmente, cioè fuori dal contesto in cui sono inseriti – l’argomento di cui mi occuperò qui si presta particolarmente a questo perché proporrò una distinzione delle persone che tenga conto di tre criteri, la sicurezza, la preparazione e la consapevolezza – questi tre criteri saranno discussi nella prima parte del pezzo e dalla loro combinazione scaturirà la caratterizzazione delle persone in quattro tipi, che sono quelli riportati nel sottotitolo del pezzo, saggi, superbi, umili e arroganti

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Molto probabilmente, leggendo il pezzo n. 3, alcuni avranno storto il naso per aver avuto difficoltà a capire i contenuti di un pezzo in cui ho parlato di semplicità per cui mi scuso con queste persone – se avessi voluto essere capito da tutti avrei dovuto fare un pezzo più lungo, e siccome mi sono proposto di fare dei pezzi brevi ho cercato di trovare un compromesso tra brevità e chiarezza con una descrizione superficiale che sarà approfondita in molti dei prossimi pezzi, facendo anche degli esempi e delle dimostrazioni – qui prima tornerò su un argomento toccato nel pezzo n. 2, ovvero l’importanza della comunicazione come mezzo evolutivo che dà benefici, sia individuali sia all’intera specie umana, per cui l’aumento della comunicazione dovrebbe aumentare questi benefici – tuttavia il condizionale è d’obbligo perché accanto a informazioni favorevoli ce ne sono anche di sfavorevoli, e il riferimento di Pan permette di distinguere le informazione valide rispetto a quelle che valide non sono, cioè che rientrano nella disinformazione – a questo riguardo il riferimento di Pan ha due funzioni fondamentali, entrambe molto ambiziose – la prima funzione è proprio quella di permettere il riconoscimento sia di quelli che sono chiamati disinformatori, cioè quelli che diffondono notizie che ostacolano o rallentano l’evoluzione culturale, sia di quelli che denunciano altri di fare della disinformazione pur non essendo questo vero, per impedire la diffusione e la circolazione di certe notizie o per aumentare la loro visibilità – la seconda funzione del riferimento di Pan è quella di guida per chi voglia raggiungere delle conclusioni logiche e consapevolmente valide – queste ambizioni non implicano necessariamente arroganza, e infatti il riferimento sarà proposto con il solo invito a metterlo in pratica per verificarne l’effettiva validità e per sfruttarne le potenzialità, senza richieste di fiducia ma con l’opportunità di mettere in discussioni anche, anzi soprattutto, le conclusioni proposte dallo stesso autore del blog, che sono io

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Dopo essermi presentato a grandi linee nel pezzo n. 1 e dopo aver parlato delle mie motivazioni nel pezzo n. 2, come annunciato, adesso passerò alle motivazioni dei lettori, cioè vorrei farvi capire che tipo di blog sarà e per farlo farò una panoramica molto superficiale del logo dello stesso blog, il riferimento di Pan – partirò citando tre fattori che secondo me sono fondamentali non solo per motivare chi legge ma anche per giudicare la bravura di chi scrive, nel senso che se il lettore deve essere curioso prima di leggere un testo di qualsiasi tipo, attento durante la lettura e gratificato dopo, la bravura di uno scrittore consiste in gran parte nel suscitare curiosità, nel fare in modo che ci sia attenzione nella lettura e nel lasciare una certa gratificazione dopo – siccome non tutti hanno le stesse esigenze di lettura, qui dirò subito qual è il riferimento intorno a cui gireranno gran parte dei pezzi del blog, il riferimento di Pan, un riferimento in cui si riconoscono cinque posizioni di cui chiarirò a grandi linee i significati – da queste posizioni emerge un percorso corretto che contempla anche una trappola da evitare

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Dopo la presentazione del pezzo n. 1 qui entriamo più nel vivo degli argomenti del blog – partendo dall’evoluzione della specie umana, in modo particolare dall’evoluzione culturale, sottolineerò come la comunicazione sia importante per la trasmissione delle conoscenze tra le persone e tra le generazioni – per il modo con cui presenterò le conoscenze, l’evoluzione culturale segue due binari, uno quantitativo (contenuti) e uno qualitativo (ragionamenti), e mentre fino ad alcuni anni fa i mezzi culturali principali per la gente comune erano i mass media tradizionali, oggi Internet ha assunto una importanza enorme, sia per la quantità che per la qualità delle conoscenze – da qui arriverò a riconoscere l’importanza della scrittura in rete da cui discende la responsabilità che ha chiunque dovesse provare a contribuire alla crescita quantitativa delle conoscenze e al loro miglioramento qualitativo

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Ho deciso di iniziare la mia esperienza da blogger con un titolo che suscitasse curiosità, e con il primo pezzo cercherò di mantenere alta l’attenzione del lettore e di motivare l’attesa dei prossimi pezzi che pubblicherò – qui mi presenterò, dirò chi sono, quali sono i miei titoli, cosa faccio, fino a chiarire i motivi che mi hanno spinto a includere, nel mio sito Internet professionale, una sezione dedicata a un blog – quindi accennerò allo stile personale che caratterizza i miei pezzi e a quali contenuti vi includerò – seguirà una breve descrizione delle due caratteristiche incluse nel sottotitolo, la curiosità e l’attenzione – chiuderò con una precisazione che tornerà molte altre volte, soprattutto quando toccherò argomenti delicati

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   Le note personali sono dei pezzi in cui esprimo brevemente le mie opinioni su vari argomenti di carattere generale, di attualità, del mio lavoro, oppure espongo a modo mio altri argomenti di cui mi sono interessato.

 
 
 

 

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